home home
       

Roma
4 - 16 ottobre 2011 - Teatro Olimpico
"Puro Tango"

Bentornato Maestro Zotto! Abbiamo assistito, al Teatro Olimpico di Roma ed al Verdi di Firenze, ad un ritorno in grande stile di colui che a nostro parere, a prescindere dalle sue eccezionali qualità di ballerino, è l’ideatore dei tango show che più si caratterizzano per la volontà di dialogare con il pubblico, sul piano emotivo ed oltre. Infatti, nella prima parte dello spettacolo, introdotto dalla voce fuori campo dello stesso Zotto che ci ricorda che il tango è creazione e patrimonio della gente comune che lo ha divulgato e ne è restata “contagiata”, sono riassunte le diverse fasi attraverso le quali si è sviluppato il genere: tale prima parte integra addirittura una vera e propria “clase” (lezione) di tango, che tanto ci riporta alla mente lo scomparso fratello Osvaldo, peraltro commemorato in un assolo dallo stesso Miguel. Se dopo il riassuntivo “Historia” forse ci saremmo aspettati una rottura rispetto agli schemi del passato, “Puro Tango” in realtà sembra riproporre, con efficacia, alcuni punti di forza degli spettacoli di Zotto: l’alternanza tra ballo, canto e musica; gli assoli delle coppie, tutti nella seconda parte dello spettacolo; l’orchestra, nello specifico costituita da cinque elementi diretti dal maestro Pocho Palmer; i costumi e, soprattutto, la qualità dell’insieme. Lo show si distingue invece per le innovative scenografie virtuali di forte impatto, che liberano e lasciano il palcoscenico ai soli ballerini, tutti eccellenti, tra i quali l’elegante veterano Leandro Oliver, già apprezzato in “Noche de Tango”. Vogliamo evidenziare, inoltre, la bravura del cantante Claudio Garcés, l’esibizione del ballerino-suonatore di bandoneòn Ernesto Candal, un’interpretazione acrobatica, davvero spettacolare, di Libertango e le proiezioni in bianco e nero, sullo sfondo, dei volti dei ballerini ripresi in primo piano, che appare indicativa della costante volontà di comunicare con il pubblico in sala. Infine, grazie al maestro Zotto per la sua solita gentilezza e disponibilità, dimostrataci dopo lo spettacolo. Lo spettacolo proseguirà in vari teatri italiani (19 al 23 Ottobre – TEATRO DELLE PALME, Napoli; 25 Ottobre – TEATRO FILARMONICO, Verona; 27 e 28 Ottobre – TEATRO ROSSETTI, Trieste; 31 Ottobre – GRANTEATROGEOX, Padova; 5 e 6 Novembre – TEATRO VERDI, Firenze; 9 Novembre – TEATRO REGIO, Parma; 11 Novembre – TEATRO TEAM, Bari; 15 Novembre – CREBERG TEATRO, Bergamo; 16 Novembre – TEATRO DUSE, Bologna) e stranieri (Grecia, Romania e Russia) .
(F.S.)

 

Richard Lipkin, l’ultimo dei romantici
di Valentina P.

Ho incontrato per la prima volta Richard Lipkin a New York nell’aprile del 2008. Lo avevo, però, già conosciuto attraverso il suo website (www.newyorktango.com) una pagina sull’intera scena del tango newyorchese con tutti gli appuntamenti (milonghe, pratiche, scuole di tango) della Grande Mela. Ho subito considerato il personaggio un punto di riferimento della scena tanguera newyorchese che mi accingevo a frequentare. Quell’aprile ho anche ballato con lui, non tanto, ma quel tanto da farmi apprezzare la sua piena conoscenza dell’arte, il suo pieno dominio dei misteri del tango…
Così, un anno dopo, ho deciso di incontrarlo per conoscerlo meglio ed avere l’occasione di approfondire le mie conoscenze con qualcuno che di conoscenze ne ha da vendere. L’occasione del nostro incontro è un caffè, a Grand Central Station, luogo di arrivi e di partenze, di addii e di arrivederci. Ci sediamo. Da quel momento tutto il contorno chiassoso e frenetico della stazione scompare. Mi concentro su di lui. Richard inizia a parlare. Racconta che ha iniziato a ballare il tango sedici anni fa, ma lo conosce sin da quando era bambino. I suoi genitori, cresciuti in Argentina, si trasferirono a New York nel 1947, dove Richard nacque. Mi dice che si è sempre dedicato al ballo da sala e che ama particolarmente i balli di coppia. Considera il tango un’arte popolare, spontanea, non qualcosa di complesso e particolarmente elevato, accademico. Un moto dell’animo, un’emozione semplice che si esprime nello spazio “limitato/illimitato” della milonga, nel dialogo con l’altro e con la musica.
Ne approfitto per chiarirmi: gli chiedo di spiegarmi perché ci piace il tango (attraverso le sue parole cerco di capire me stessa e le mie urgenze/passioni). Mi risponde che da sempre è attratto dalla musica melodica, dal tango canciòn. E mi trasmette un suo ricordo. Racconta che il primo regalo di suo padre, di ritorno da Buenos Aires fu un disco di Anibal Troilo. Capì molto tempo dopo che non era un regalo per lui, che suo padre lo aveva acquistato e portato negli Stati Uniti per sé, ma che alla richiesta di suo figlio di appena 7 anni, su quale dono gli avesse portato, non aveva saputo negargli il piacere della sorpresa e gli aveva ceduto l’acquisto.
Non mi è difficile dire a Richard che quando balla – ho ballato spesso con lui questa volta - usa il movimento come uno strumento musicale, che risponde alle voci degli altri strumenti del brano che in quel momento sta ballando. Mi guarda, risponde di sì, che forse è vero, altre “ballerine” glielo hanno detto, ma dichiara apertamente di non esserne del tutto consapevole: sa soltanto che la musica lo emoziona e lo coinvolge ad un livello molto profondo, lo libera e lo diverte. Mi ripete: “Io sento la musica risuonare dentro di me”. Gli piace definirsi un “Tango-Social Dancer” e non ritiene di possedere una grande tecnica. Non lo interessano le performances o l’insegnamento: gli piace ballare e questo è tutto. Si ricorda che suo padre ballava il tango da giovane, senza nessuno studio, senza molta consapevolezza. Le donne che avevano ballato con lui lodavano la sua chiarezza nella marcacion e la musicalità spontanea che esprimeva.
Richard sostiene che i latini hanno una naturale predisposizione al tango che gli proviene dal gioco del calcio. Questo sport fortifica le gambe e sviluppa l’attitudine a restare ancorati al terreno, perché il pallone è sospinto dai piedi. Gli americani, invece, giocano prevalentemente a basket, dove sono gli arti superiori a gestire il pallone e questo li “distrae” dalla parte inferiore del corpo, così importante nel tango.
Ritorno ai miei interrogativi e gli chiedo perche ci piace così tanto ballare il tango. Mi spiega: “Si dice che il tango è una danza sensuale. Cosa intendiamo per sensuale? Sensuale, è qualcosa che coinvolge i sensi ed il tango coinvolge sicuramente l’udito (quando ascoltiamo la musica), la vista (quando guardiamo il nostro partner), l’olfatto (quando sentiamo il suo profumo) ed il tatto (attraverso l’abbraccio). L’altro senso che viene coinvolto è il “sense of balance”, il senso dell’equilibrio. Nel tango si gira molto. Il giro ci dà una vertigine, un’emozione. E’ ciò che mi piace, ciò che ricerco quando danzo”.
Richard canta spesso mentre balla: lui lo sa fare. Anche stasera Richard non perderà una nota. Ci diamo appuntamento alle 21.30, New Generation Milonga, Lafayette Grill, 54 Franklin St. ospitati da Dardo e Karina.
New York, 15 aprile 2009

Pancho & Gaby: una coppia d’eccezione
di Fabio Sangirardi
Leggi tutto […] clicca qui

a cura di Alessandra Marzo

Firenze
7 gennaio 2011

Eccezionali ospiti dell’accogliente milonga del venerdì dell’Associazione Pablo i giovanissimi, ma già richiestissimi in tutto il mondo, Agustina Berenstein e Rodrigo Palacios. Con la loro esibizione hanno entusiasmato i presenti per la fluidità e l’autenticità del loro tango. In sala anche Fausto Carpino e Veronica Toumanova.

Impruneta (FI)
16 ottobre 2010 e 26 marzo 2011

Due eventi da ricordare nel bel salone della Casa del Popolo di Impruneta: l’esibizione dei ballerini Carina Calderon e Marco Del Forno in una delle prime serate dello scorso autunno, proseguita con selezioni musicali a cura di Roby e la Ross da Parma, e lo spettacolo offerto dai maestri Yanina Bassi e Lucas Amerjeiras nel primo sabato di primavera, mentre alla consolle sedeva un dj ormai ospite fisso a Impruneta, Damian Boggio.

Firenze
24 -27 marzo 2011
Altertango Festival

Alla Limonaia di Villa Strozzi un’iniziativa lontana dall’idea tradizionale del festival di tango. Esibizioni, musica dal vivo, teatrotangocabaret, mostre di pittura e fotografia, presentazione dell’ultimo cd del collettivo “Sulle rive del tango”, concorso per il video di tango più originale, tutto caratterizzato dall’intento di innovare e dare libero sfogo alla creatività.
Protagonisti i ballerini Julian Elizari, Gustavo Colmenarejo, Leandro Furlan, Gisela Navonit, Giorgio Giorgi e Daniela Conte, Sara D’Ajello Caracciolo ed Ignacio Elizari.
Anche la musica delle milonghe è stata all’insegna della sperimentazione, ad iniziare dalle versioni tanghere di “Parlami d’amore Mariù” e per finire con le cortine, suonate dal vivo da Felice Pantone ed Alberto Becucci con sega armonica e fisarmonica


Firenze
28 aprile – 1 maggio 2011
Firenze Tango Festival 201

Di grande richiamo per tangheri da tutto il mondo il festival fiorentino nell’affollatissimo teatro Saschall.
Appuntamenti ormai consueti lo spettacolo “Tango y nada mas”, le esibizioni dei maestri Javier Rodriguez e Andrea Missè, Ricardo Barrios e Laura Melo, Ney Melo e Nicoletta Pregnolato, Marco Palladino e Virginia Pandolfi, ospiti Roberto Reis e Natalia Lavandeira, la musica dal vivo con l’orchestra Ensemble Hyperion ed il cantante Ruben Peloni, e lo Swing Connection Trio per le cortine dal vivo. Non mancava la “Tangolounge milonga alternativa” nel ridotto del teatro con Giorgio Giorgi. Tra le novità la presenza del Vj Pierre ed il concorso “1° Borsa di studio FTF 2011”, vinto dal gruppo proveniente da Grosseto.


   
@2006 tangopuntocom - Site designed, developed and maintained by hitechweb